Prevenzione & Solidarietà hanno il colore rosa

 

By Paola Terenziano

 

 

63.000....5.000.....2 milioni 700 mila ....351

 Sono i numeri  risultato di tre giorni di solidarietà, sport e benessere targati Susan G. Komen, durante la RACE FOR THE CURE 2016 tenutasi a Roma il 13-15 maggio scorso.

63 000: il record di partecipazioni alla sola corsa podistica di Roma.

5 000: le “donne in rosa” colpite da un tumore a testimoniare la propria esperienza.

2 milioni e 700mila: donazioni in Euro raccolte a favore della prevenzione.

351: i progetti che si potranno finanziare per la diagnosi e la cura dei tumori al seno.

 

L’ evento podistico ha chiuso la tre giorni romana al “Villaggio della salute della Donna”, iniziativa organizzata dall’associazione Susan G.Komen  per promuovere l’educazione alla salute e al benessere psicologico della donna, attraverso programmi di prevenzione gratuita, corsi di aggiornamento per operatori sanitari, e servizi a sostegno delle donne operate quali fisioterapia riabilitativa e tutela legale.   Tra i principi cardine di questa organizzazione, l’attenzione al lavoro di prevenzione e ad un percorso di accompagnamento della donna, dalla diagnosi fino alla soluzione del problema.

In materia di tumori al seno, tanto, purtroppo, resta ancora da fare. Prima di tutto sfatare il tabù che spesso impedisce di parlarne. Ma veniamo ai dati statistici.

 

L’incidenza: Il numero di donne colpite rimane molto elevato. Circa una donna su otto è colpita ogni anno dalla malattia (fonte dati Airc).

 

Fattori di rischio e prevenzione: In primo luogo, l’età e lo stile di vita.

 

1)“Dobbiamo imparare a invecchiare bene”. L’età è di sicuro un fattore importante (nel 75% dei casi, il tumore al seno colpisce donne sopra i 50 anni), ma non sono trascurabili la qualità della vita e la nostra alimentazione. A rischio di sembrare scontati, un buon metodo per ridurre il rischio di tumori resta il seguire la dieta mediterranea, limitando l’assunzione di grassi.

2)“Non bisogna essere atleti per fare dello sport”. Per evitare la vita sedentaria, basta anche una passeggiata di 30 minuti al giorno per riattivare il metabolismo, salire le scale a piedi anzicchè in ascensore, o muoversi in bici e non in macchina.

 

La familiarità: Una percentuale tra il 5% e il 7% delle donne con tumore al seno ha spesso un familiare affetto dal problema.

 

Le fasi ormonali: Occhio agli ormoni! A fasi diverse della vita della donna, corrispondono diversi cicli ormonali, il che implica che il rischio di tumori possa cambiare con l’età. Teniamo, quindi, sotto controllo anche gli estrogeni che utilizziamo (se li utilizziamo), e scegliamo un corretto dosaggio a seconda della fase ormonale.

 

La prevenzione: Un forte ostacolo alla prevenzione consiste purtroppo nei costi e nelle tempistiche della sanità italiana. I tempi di attesa arrivano fino ad un anno, mentre il costo di eventuali controlli privati può superare i 170€. Per questo motivo, associazioni come SUSAN G. KOMEN lavorano non solo per informare ma anche sostenere le donne in questo lungo percorso.

 

Da anni, in collaborazione con la Regione Lazio e altre organizzazioni sensibili al tema, SUSAN G.KOMEN si impegna per la prevenzione gratuita a beneficio di donne che, per varie ragioni, hanno minori o nessuna opportunità di accedere a tali servizi.  Tra le destinatarie del servizio, le detenute del carcere di Rebibbia e le ospiti di case di accoglienza per donne in difficoltà. Centrale anche l’attivazione di programmi riservati di screening dedicati alle suore missionarie, affinchè anche questa malattia non sia più un tabù e la prevenzione sia davvero accessibile a tutte.

 

Ricordiamo che, in molti casi, la prevenzione e la diagnosi precoce possono accelerare il processo di guarigione. Spesso a scoraggiare diagnosi e controlli siamo proprio noi donne, e la nostra paura di constatare che qualcosa non va, di parlarne e affrontare il problema. Prevenzione significa, invece, “arrivare in tempo”, non rischiare cure invasive, assicurare interventi meno stressanti e costi (manco a dirlo) più contenuti. Discutere del problema è realimente il primo passo. Ecco perché sono fondamentali iniziative come quella lanciata dal  blog  “oltreilcancro.it”, un portale in cui le donne affette da tumori si scambiano suggerimenti e buoni consigli, si sfogano, parlano tra loro e CON la malattia , sentendosi libere e meno condizionate dai giudizi e dagli sguardi altrui. La chiamano “blog-terapia” , o meglio “medicina narrativa”, in quanto permette alla paziente, raccontandosi, di sviluppare una migliore predisposizione a seguire le terapie e quindi una maggiore possibilità di guarire. D’altro canto, avere uno specialista che rassicuri, faccia semplici eppure fondamentali promesse come “ci prenderemo cura di te”, arreca un gran sollievo a chi ogni giorno combatte contro la malattia.  Equivale a dirle “non sei sola in questa battaglia!” e infonderle forza per andare avanti.

 

Mi raccomando, non trascuriamoci!

 

 

(Photo souce, http://www.raceroma.it/)

 

 

 


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