Cosa fa l’Unione Europea per l’eguaglianza di genere?

 

By Chiara De Santis

 

 

L’uguaglianza di genere è stata, davvero, uno dei valori fondanti dell’Unione Europea, quando ancora si chiamava Comunità Europea. Il Trattato di Roma del 1957, agli albori del processo di integrazione, conteneva tra i suoi principi quello della parità di salario tra i sessi; ed è stato quello il punto di partenza di un percorso effettivamente strumentale al miglioramento della condizione delle donne nel nostro continente.

Le Istituzioni Europee hanno, da un lato, consistentemente prodotto, nel corso dei propri decenni di consolidamento e attività, atti legislativi sull’equo trattamento di genere. Dall’altro, hanno adottato e implementato misure specifiche dirette all’avanzamento economico e sociale delle donne sul territorio comunitario. A ciò si aggiunge il consolidamento dell’approccio di “gender mainstream”, che di fatto ha permesso l’integrazione di tematiche di genere in tutte le politiche di qualunque settore dell’Unione Europea e nei suoi fondi strutturali, con i programmi che ne discendono. È probabilmente il più importante dei passi fatti dall’UE sulla strada dell’eguaglianza, perché favorisce, quantomeno nel lungo periodo, un cambio di mentalità che incorpori le questioni di genere trasversalmente, in tutti i settori dell’azione di regolamentazione, promozione e implementazione.

 

Dunque, come si è detto, molto è stato fatto a livello Europeo per l’eguaglianza di genere, dagli anni Cinquanta ad oggi. I progressi fatti sono innegabili: l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro cresce, il livello di educazione è ai suoi massimi storici, i diritti delle donne sono oggetto di maggiori garanzie in tutta Europa. Da una prospettiva micro, si può anche notare come le Istituzioni Europee siano casi esemplari, almeno sulla carta - i cambi di mentalità sono spesso duri a prender piede - di luoghi di lavoro nel quale le pari opportunità sono perfettamente realizzate.

 

Eppure la piena eguaglianza è ancora ben lontana in Europa: il pay gap, la povertà femminile, la distribuzione diseguale delle lavoratrici tra i vari settori occupazionali, la carenza di donne nelle posizioni manageriali e politiche….Si tratta di problemi ben noti e che certamente non causano particolare stupore. Quello che colpisce, piuttosto, è la lentezza con la quale i progressi in questa direzione si fanno strada e si consolidano, anche a livello europeo.

 

La Commissione Europea ha adottato, a fine 2015, un documento dal titolo “Strategic Engagement for Gender Equality 2016-2019”; è un documento che riprende la precedente “Strategy for equality between women and men 2010-2015”. Il paper identifica cinque priorità (partecipazione al mondo del lavoro e indipendenza economica femminile; riduzione del “pay gap” e della povertà femminile; eguaglianza tra i sessi a livello di “decision-making”; contrasto alla violenza di genere; promozione dell’eguaglianza di genere a livello globale e nelle relazioni esterne dell’UE) da perseguire tramite numerose azioni, elencate per esteso. E’ prevista inoltre la produzione di un rapporto annuale, tradizionalmente pubblicato dalla Commissione alla vigilia dell’8 Marzo, che faccia il quadro delle evoluzioni positive in tema di eguaglianza di genere e delle problematiche ancora da affrontare e risolvere.

 

Sebbene resti in linea con le azioni precedenti in questo campo, il documento più recente della Commissione sorprende per la sua portata vaga e poco incisiva. Dall’inizio del 2016 il Parlamento Europeo ha sottolineato a varie riprese come sia necessaria un’azione più concreta a sostegno di politiche di eguaglianza di genere, che un semplice “documento di lavoro” come questo non ha l’incisività né la base giuridica per realizzare. Per questo motivo, il Parlamento ha sollecitato l’adozione di strumenti che abbiano una maggiore forza per rispondere a delle esigenze la cui urgenza si fa sempre più pressante.

L’Unione Europea ha le risorse e le potenzialità per la realizzazione di un futuro migliore per tutte le donne europee; molto è già stato fatto, ma i tempi sono maturi per un’accelerazione. Il problema dell’eguaglianza di genere è al tempo stesso sociale, economico e politico, e la sua soluzione implica risposte a problematiche ancora più ampie e quanto mai attuali per l’Europa.

 

 

(Photo creator_Marion Barraud, http://marion-mmm.blogspot.it/)