F come Film! Suggerimenti dal team e dai collaboratori di F Come

 

 

Alla ricerca di film per un pubblico Femminista? Noi di F Come abbiamo realizzato per voi questo  articolo collaborativo, godetevi i nostri suggerimenti, e fateci sapere che ne pensate!

 

 

“Erin Brockovich- forte come la verità”, regia di Steven Soderbergh, 2001

Una storia vera, quella di una donna forte. Erin Brockovich, ex moglie e madre di tre bimbi piccoli, senza lavoro, non sa come arrivare a fine mese. Messa all’angolo si rivolge al suo avvocato e amico Ed, supplicandolo di trovarle un lavoro, qualunque esso sia. Si ritrova ad archiviare vecchie pratiche, ma il suo innato senso della giustizia e la sua curiosità la fanno imbattere in uno strano fascicolo circa alcune proprietà immobiliari. Incuriosita legge e approfondisce l’argomento, svelando un complicato sistema per occultare un grave caso di avvelenamento delle acque da cromo esavalente. La storia di una donna che arriva sino alla fine, nonostante i ripetuti rifiuti, le ripetute discriminazioni e un ambiente prettamente maschilista. La storia di una donna che si batte contro il colosso energetico Pacific Gas & Electric nel pieno degli anni 90, e lo costringe al più grande risarcimento della storia degli stati Uniti d’America.

 

 

“La Danseuse”, regia di Stéphanie Giusto, 2016

Il film di esordio di Stéphanie Giusto vede come protagonista l’esplosiva Soko, nei panni di un’eclettica e ambiziosa giovane donna di origine francese. Negli Stati Uniti di inizio ventesimo secolo, inventa uno stile di danza nuovo e originale,  che viene realizzato attraverso l’uso di aste di legno sotto vestiti ampi e vaporosi, così da creare movimenti molto scenografici. La protagonista Loie Fuller incarna molte caratteristiche delle femministe del giorno d’oggi: talento, passione, intraprendenza, coraggio e persistenza. Il susseguirsi di peripezie che porta la giovanissima ballerina a attraversare l'oceano in direzione della Francia per esportare il suo stile e affermarsi non è certo privo di ostacoli, nè tanto meno di sforzi fisici. Tuttavia, l’interpretazione efficace di Soko riuscirà a dimostrare che la persistenza e il desiderio di libertà di una donna possono portare a raggiungere traguardi importanti, compreso l'esibirsi niente meno che all’Opera di Parigi.

 

 

“Le suffragette”, regia di Sarah Gavron, 2015

Un film senza fronzoli ma quanto mai attuale, che ci ricorda quanto sia stata sofferta la battaglia per ottenere tanti di quei diritti che oggi ci sembrano scontati. La protagonista si trova, prima con riluttanza, e poi sempre più pienamente coinvolta, nel movimento a favore del voto per le donne, fino a stravolgere radicalmente la propria vita. Nonostante il tema dalla grande rilevanza politica, Suffragette è principalmente la storia intima del prezzo personale pagato dalle attiviste nel combattere per un'ideale tanto più grande di loro.

 

 

“Pride”, regia di Matthew Warchus, 2014

Incerti sul vero significato del termine ‘intersezionalità’? Date un’occhiata a questa brillante pellicola britannica del 2014. Basata sulla vera storia di un gruppo di attivisti LGBT+ che si batté a sostegno dei minatori in sciopero nella Gran Bretagna del 1984, offre di che piangere, ridere e sentirsi parte di qualcosa di grande. Tocca temi delicati come l’omofobia, le malattie sessualmente trasmissibili e l’avvento del neo-liberismo, ma ci regala anche e soprattutto una splendida storia d’amore, quella di due diversissime comunità (minatori gallesi e attivisti LGBT londinesi) che imparano a conoscersi e a volersi bene. In più,  come si fa a non commuoversi di fronte alla bellissima versione di “Bread & Roses”, storica canzone delle sindacaliste e delle donne lavoratrici, intonata a metà film?

 

 

“The Help”, regia di Tate Taylor, 2011

Ambientata negli anni '60 questa è la storia di una giovane aspirante giornalista che torna nella sua città natale in Mississippi dopo molti anni trascorsi lontano da casa, e inizia a raccogliere le testimonianze delle governanti di colore impiegate nelle famiglie benestanti della sua cittadina. L’intraprendenza e la determinazione della protagonista Skeeter la porteranno a scontrarsi contro l’assetto istituzionale e familiare di cui lei stessa fa parte, ma al contempo le permetteranno di consolidare un forte tessuto di rapporti con un gruppo di donne appartenenti ad una categoria sociale discriminata, sfruttata e solitamente reticente a fidarsi di chiunque non appartenga al proprio gruppo di riferimento. Questa commedia leggera ha il pregio di mettere in luce la solidarietà femminile come chiave di successo per combattere contro società retrograde e acquistare diritti fondamentali.

 

 

“Najoom -10 anni divorziata”, regia di Khadija al-Salami, 2011

Commovente racconto della lotta contro le tradizioni e norme sociali di una bambina yemenita di dieci anni che, per ribellarsi contro la pratica delle nozze forzate inflittale dal padre e dallo sposo adulto, decide di presentarsi in un tribunale per chiedere il divorzio. La storia della protagonista Najoom, in cui la regista yemenita si sente totalmente identificata in quanto vittima della stessa pratica tribale, narra una vicenda realmente accaduta e che ha reso la storia di questa sposa-bambina famosa in tutto il mondo, come il caso della più giovane donna ad ottenere il divorzio. L’arguzia con cui la regista riesce a riportare la storia di Najoom sul grande schermo è molto convincente perché mostra come il cambiamento delle condizioni delle donne richieda tanto il coraggio delle donne stesse, quanto la collaborazione con gli uomini, in questo caso rappresentati da un giovane giudice che tratta il caso in tribunale, e infine un dialogo molto profondo con la propria comunità di appartenenza di cui occorre cambiare la mentalità.

 

 

“Life in a day”, regia di Kevin Macdonald, 2011

La vita in un giorno è un film-lungometraggio collaborativo realizzato nel 2011 e prodotto da YouTube. Il 24 luglio 2010, gli utenti della community di YouTube, hanno avuto 24 ore di tempo per immortalare uno spaccato della propria vita con una videocamera ed inviarlo. Il risultato è un'opera che dipinge scenari di vita eterogenei: le persone all'interno delle scene sono di tutti i tipi ed etnie e compiono le più piccole azioni quotidiane. Intersezionalità è la parola chiave! Svegliarsi, dormire, mangiare, emozionarsi, nascere, morire: tutti gli esseri umani sono accomunati da questi gesti e questi momenti, qualsiasi sia la loro provenienza e modo di vivere, essere, sentirsi. Ne abbiamo colto un messaggio di solidarietà, ecco perché lo consigliamo! Infondo basta digitare "life in a day" su YouTube!

 

 

“Persepolis”, regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2007

Come fare per raccontare la guerra e la difficile condizione della donna in Iran attraverso un film d’animazione? I registi ci riescono riadattando sul grande schermo la storia del graphic novel autobiografico della regista Marjane Satrapi. La protagonista si trova sin da molto giovane a dover fronteggiare due rivoluzioni. La prima è la rivoluzione iraniana stessa, che porta alla svolta integralista del paese, alla negazione dei diritti fondamentali delle donne e all’imposizione del velo forzato. La seconda rivoluzione è quella che la protagonista vive da ragazza in Austria dove i genitori la mandano a studiare: l'adolescenza, la libertà, l'amore, ma anche l'esilio, la solitudine, la diversità e la consapevolezza di voler essere una donna emancipata e trattata con rispetto. Il film di animazione, che ha ricevuto il premio della giuria al festival di Cannes del 2007, mantiene un tono ironico e raffinato, portando alla luce una speranza di cambiamento per restituire la dignità alle donne.