Guida alla perfetta manicure femminista: una riflessione sulla cultura brasiliana delle unghie decorate

 

By Gill Harris

 

English version here

 

 

Alla biglietteria della stazione Republica, nel centro di Sao Paulo, resto colpita dall'intricato decoro che adorna le unghie della signora che mi serve. Mentre mi restituisce la mia carta attraverso il vetro, noto che ha scelto un color turchese molto lucido. "Che belle unghie", le dico, prendendo il resto, e lei mi sorride brevemente prima di rivolgersi al prossimo cliente. Non è la prima volta, da quanto mi trovo in Brasile, che ho fatto i complimenti a una sconosciuta per le sue unghie. In effetti, è quasi più straordinario ricevere il resto da un paio di mani femminili prive di unghie decorate.

 

La cura delle unghie, in questa parte del mondo, è una questione seria: si può dire che faccia parte della routine di una donna quanto lavarsi i capelli. Molte donne che conosco hanno appuntamenti settimanali al nail bar. Numerosi saloni di bellezza offrono carte fedeltà che rendono la manicure ancora più economiche di quanto sarebbero normalmente ( il prezzo, per inciso, è  già estremamente basso: fare manicure e pedicure costa € 11 a San Paolo,  € 11 a Rio e solo € 7 a belo Horizonte). Alla fine dell'anno, quando i tempi di attesa per realizzare il look perfetto per Capodanno sono al picco, la receptionist del salone di bellezza diventa la migliore amica di tutte e ci sono donne che quasi vengono alle mani per accaparrarsi l'ultimo appuntamento disponibile per una manicure. Le mie amiche brasiliane di stanza a Londra si lamentano spesso dell'assenza di nail bar decenti (e con "decenti" intendono gestiti da brasiliani), perché, a quanto pare, noi Britannici non siamo tagliati per eliminare le pellicine come si deve!

 

A parte gli scherzi, dopo aver vissuto in Brasile per quattro mesi, penso che il fenomeno delle unghie perfettamente smaltate e il suo significato possano suggerirci alcune valide intuizioni a proposito di una delle società più machiste al mondo. Prima di tutto, e potrebbe sembrare ovvio, la manicure colorata non è altro che una manifestazione della pressione esercitata sulle donne di ogni età perché si conformino a uno stereotipo estetico ideale. Mentre soffrono per essere più belle (che sia usando scomodi tacchi alti, depilandosi la zona bikini o tagliandosi le pellicine fino a sanguinare, per poi dipingere la pelle con una sostanza altamente alcolica!), le donne smettono raramente di interrogarsi: per chi sto soffrendo? Lo faccio per me stessa, o per gli altri?

 

L'azienda leader nella produzione di smalti in Brasile, Risque, ha creato un piccolo scandalo l'anno scorso mettendo in commercio una linea di colori chiamata Homens que Amamos ( Gli uomini che amiamo), ognuno dei quali celebrava un azione compiuta dagli uomini della nostra vita, che l'azienda evidentemente riteneva degni di essere celebrati – tra questi : André ha cucinato la cena, mi ha mandato un sms, Zeca mi ha chiesto di uscire. Molte donne si sono riversate su Twitter per far notare come non si trattasse affatto di azioni da elogiare. Un'ennesima conferma di un' amara verità: se il target immediato di una pubblicità di smalto sono le donne, l'atto di dipingersi le unghie è visto, in fondo, come un modo di fare felici "gli uomini che amiamo".

 

In più, lo stesso salone di bellezza è uno spazio che fomenta e perpetua gli stereotipi sociali. Le persone che offrono i servizi sono di classi disagiate, donne e ragazze nere o mulatte, alle quali è stato assicurato che la manicurista è una professione adeguata per persone della loro estrazione sociale e del loro colore. A farsi la manicure sono di solito borghesi bianche, alle quali è stato insegnato che quello è un modo appropriato di spendere i soldi dei propri mariti. Non ho mai provato, nella mia vita, un tale senso dell'ineguaglianza che caratterizza il Brasile di oggi, come nel momento in cui due donne nere mi facevano mani e piedi.

Infine, chiunque sia impaziente e sempre in movimento come me potrà dirvi che quel tipo di manicure non è pensata per persone attive. In effetti, la paura di scheggiare le unghie appena smaltate può paralizzare anche la donna più attiva per diverse ore. Mi è capitato di sentire una manicurista rimproverare una delle sue clienti perché lavava troppo. "Come speri che quelle dita possano avere un bell'aspetto se insisti a cucinare per la tua famiglia?", esclamava, scandalizzata. La cura delle unghie è in questo senso una forma di repressione non solo sociale ma anche fisica. Puoi fare l'operaia, la cuoca, il meccanico, la giardiniera, lavorare operando macchinari o fare l'ingegnere su una nave, e, allo stesso tempo, mantenere una manicure perfetta per una settimana? Mi sembra poco realistico.

 

Eppure, non è giusto suggerire che non si possa essere una femminista con mani e piedi dalle unghie perfette e scintillanti. Mi considero una femminista, a maggior ragione in Brasile, paese che è ancora piuttosto indietro nel riconoscimento della lotta per l'uguaglianza delle donne. E da quando sono qui, ho fatto quattro volte la manicure e due la pedicure. Niente di eccessivo, certo, ma comunque decisamente più di frequente di quando vivevo a Londra ( che poi sarebbe a dire mai!).

Mentre scrivevo questo pezzo, mi sono chiesta perché sentissi il bisogno di farmi dare lo smalto alle unghie qui in Brasile. Beh, perché no? E' economico, è divertente, è un modo di coccolarmi e di sentirmi bene con me stessa. Cos'altro è il femminismo se non la richiesta del diritto di fare ció che voglio con il mio corpo? L'hashtag #mybodymyrevolution lo dice bene.

 

Ma il problema sta nel fatto che la mia decisione su cosa fare del mio corpo non sia mai , al cento per cento, autonomamente presa. Sono un milione d'influenze esterne a determinare il modo in cui mi vedo allo specchio. Come posso guardare le mie unghie decorate e affermare con sicurezza: "si tratta di un pedicure femminista, capisco perfettamente le implicazioni di questo atto apparentemente innocuo di cura del corpo e ho scelto di farlo mio"?

Mi pare che questo tipo di discussione dovrebbe essere al centro dei fenomeni sociali, culturali ed estetici che oggi causano polemica in Brasile. Piuttosto che spingerle a preoccuparsi se sia meglio osare un rosa acceso o scegliere un classico French, dovremmo ispirare le generazioni future di donne a considerare come separare ciò che vogliono da ciò che sono state educate a volere. Piuttosto che adottare una posizione negativa, restrittiva e miope, dovremmo incoraggiare le ragazze a chiedersi: questa manicure è per i miei amici, per il mio ragazzo o per me?

 

 

 

Gill Harris ha recentemente terminato un Master in Studi Latino-Americani all'Università di Cambridge, lasciando la sua nativa Inghilterra alla ricerca di verdi pascoli e finendo invece, nell' inquinatissima San Paolo. Ha tra l'altro scoperto che le sue due passioni, il femminismo e la samba, si conciliano difficilmente, e si ritrova spesso a pestare 'inavvertitamente' gli alluci dei compagni di danza che, 'inavvertitamente', tentano di toccarle il sedere.

 

 

 

(Photo creator_Markus Spiske, https://www.pexels.com/photo/school-colorful-paint-kid-103680/)