Invertire vergogna e paura

 

By Oriane

 

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*Attenzione: riferimenti a temi di molestie, insulti a sfondo sessuale*

 

 

 

Ovunque lei vada, qualsiasi cosa indossi, chiunque lei sia, quando una donna subisce molestie da parte di un uomo, la colpa è di lui. Mai di lei. Non sono le vittime a doversi sentirsi in difetto. E’ l’abitudine maschile di vedere le donne come oggetti che dovrebbe invece essere contestata, il che accadrà soltanto andando a fondo alle ragioni degli atteggiamenti misogini, e tramite dialogo ed educazione. Il fenomeno delle molestie di strada è un avvenimento quotidiano ma, come tutti i fenomeni umani, può essere cambiato.

 

 

Una storia fra tutte

Ho imparato il concetto di molestia di strada da giovane, avrò avuto 11 o 12 anni. Non è stato per scelta. Non appena il mio corpo ha iniziato a cambiare, estranei facevano commenti sessisti o mi infastidivano per strada, sui mezzi pubblici, in piscina, in biblioteca e in altri luoghi pubblici. Durante l’adolescenza non era raro che estranei mi apostrofassero come 'puttana', ’zoccola' o 'piccola' camminando per strada. Perché mai? A volte perché avevo ignorato un capannello di uomini, altre volte perché camminavo di notte da sola. O anche perché il caso aveva voluto che indossassi un vestito. Fischi e clacson mi seguivano. Sono stata molestata fisicamente. Non sono stata in grado di costruirmi un’identità a causa di queste esperienze. Sono diventata una giovane donna piena di rabbia e ansia, che credeva molte falsità su se stessa.

Sentivo che il mio corpo e la mia mente non erano in sintonia. Come potevo imparare ad amare il mio corpo? se ero costantemente vista come un pezzo di carne. Come un oggetto sessuale. La mia famiglia e i miei amici naturalmente mi hanno aiutata a superate queste esperienze negative ma è anche attraverso l’immagine costruita dalla società che gli esseri umani costruiscono la propria identità. Possono volerci anni a disimparare i motivi per i quali mi è stato insegnato a sentirmi in difetto e in colpa. Ci vogliono anni per ricostruirsi un’identità tutta per sé. A volte diversi decenni, altre anche di più. Non dovrei raccontarvi questa storia. Non dovrei scrivere di donne molestate nei luoghi pubblici, ma purtroppo le molestie sono una realtà quotidiana.

 

 

Street harassment: zero visibilità

Le molestie di strada sono un fenomeno poco studiato. A parte le testimonianze delle vittime, è difficile reperire numeri e stime. Molte persone che hanno subìto molestia sono riluttanti a sporgere denuncia. Spesso temono di non essere prese sul serio dalla polizia, o che gli agenti possano ritenerle complici della molestia (un fenomeno denominato victim blaming, ndt) e fare domande imbarazzanti. Inoltre, questo tipo di molestia non è nemmeno un crimine perseguibile nella maggior parte dei paesi, il che spiega la carenza di dati statistici. In barba allo status quo, la piattaforma online Stop Street Harassment mette insieme studi in diversi paesi che dimostrano che tra il 70 e il 90% delle donne ha subìto molestie in strada nel corso della propria vita.

Tra le difficoltà maggiori c'è anche quella di trovare una definizione adatta e univoca, cosa che costituisce un passo fondamentale nel garantire un quadro legislativo adeguato. Le molestie di strada possono manifestarsi in vari modi: abusi verbali, fischi, sguardi e richieste insistenti, violenza sessuale, commenti a sfondo sessuale, palpeggiamenti. Secondo Stop Street Harassment, questa lista si può sintetizzare in «commenti, gesti e azioni non voluti, imposti su una persona estranea in un luogo pubblico senza il suo consenso e ad essa diretti in ragione del loro genere (evidente o percepito), sesso, espressione di genere e orientamento sessuale». Questa definizione comprende un ampio spettro di esperienze.

Le molestie di strada non sono soltanto aggressioni da parte di uomini contro le donne. Comprendono qualsiasi episodio di discriminazione e aggressione ai danni di minoranze o persone con identità non conformi a norme di comportamento stabilite, ad esempio, persone che si identificano come LGBQT.

 

 

Non è un complimento

«Dovresti considerarlo un complimento», «dovresti sentirti fortunata se gli uomini ti dimostrano attenzione», «sei giovane, è una cosa normale». No che non lo è. Non è normale che le donne non si sentano al sicuro camminando per strada. Non è normale che debbano cercare itinerari alternativi per paura di essere molestate. Non è normale essere apostrofate o avvicinate senza esplicito consenso. Non sono contenta, né orgogliosa, che un estraneo esprima un complimento sul mio corpo. Svilisce il mio essere 'umana'. E’ un’affermazione di potere e controllo. Un complimento non ti fa sentire spaventata, o in ansia. Un complimento non ti fa pensare a come evitare di passare accanto a un gruppo di uomini. Un complimento non ti fa camminare con le chiavi tra le nocche solo per sentirti al sicuro. Un complimento non ti spinge ad evitare certi posti a certi orari.

Le conseguenze dello street harassment sono potenzialmente disastrose per le vittime e la loro stima di se stesse. Paura. Ansia. Sensazione di impotenza. Frustrazione. Rabbia. Comportamenti introversi. Apatia. Trauma. Ogni vittima reagisce in modo diverso. La società non riconosce, come invece dovrebbe, l’impatto enorme che questo tipo di molestie produce nella vita delle vittime. E peggio ancora, la società tende ad incoraggiare i comportamenti molesti quando tollera epiteti misogini, quando tratta i corpi delle donne come oggetti, quando accusa le vittime di complicità. Questa tendenza è pericolosissima perché spinge ai margini tutte le persone vittime di molestia e rende ancora più difficile per loro denunciare la violenza.

 

 

Mettiamo fine alle molestie

Ci sono diversi modi di reagire a una molestia e cambiare lo status quo. Ognuno può fare la propria parte per contribuire a mettere fine a questo fenomeno.

 

- Informatevi su cosa siano le molestia di strada e perché non possono essere ignorate. Il web contiene moltissime informazioni in proposito. Informandovi potrete essere di ispirazione per altri.

- Imparate come rispondere ad un attacco: se vi sentire sicure, potete rispondere direttamente. Ci sono alcuni suggerimenti basilari per non mettersi in pericolo, del tipo usare un tono fermo, non prestarsi a ulteriori scambi verbali, fare affermazioni decise («Quello che stai facendo non va bene») o dare un ordine preciso («Smetti di darmi fastidio»).

- Imparate ad aiutare le vittime intervenendo in caso di molestia: non mettersi in pericolo è la priorità, ma ci sono diversi modi creativi di intervenire in soccorso di qualcuno. Ad esempio, rivolgersi alla persona oggetto di molestie come se foste amici, o con la scusa di chiedere indicazioni. Non è sempre necessario intervenire direttamente, anzi chiamare la polizia potrebbe essere uno dei metodi più efficaci.

- Portate il problema alla luce del sole e condividete le vostre esperienze: parlatene apertamente con amici, familiari, colleghi, bambini, vicini di casa. Molti uomini sembrano ignari del problema semplicemente perché hanno un vissuto diverso e hanno finora goduto di determinati privilegi legati al loro genere.

- Contribuite attivamente: ci sono molte occasioni per contribuire attivamente, per esempio scrivere un articolo di denuncia come questo (!), partecipare a campagne e gruppi di attivisti, sostenere le vittime…

 

E soprattutto non dimenticate: non importa la vostra reazione. Sono i molestatori a doversi vergognare, non voi. 

 

 

 

Oriane è francese e studia scienze politiche applicate in un programma franco-tedesco. Dopo aver vissuto per tre anni in Germania, si è trasferita in Irlanda dove vive attualmente. Ovunque si trovi, Oriane è parte attiva di organizzazioni per i diritti delle donne. Il fenomeno delle molestie di strada e la leadership femminile sono i suoi argomenti preferiti.

 

 

 

(Photo source, https://pixabay.com/fr/rue-jeune-fille-toronto-jeune-1026246/)

 

 

 


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