Joanna e le altre

 

By Daniela Doris

 

 

Nella periferia londinese di Dagenham, circa 200 macchiniste della Ford scioperano per rivendicare l’inquadramento in fabbrica come operaie specializzate. È il 1968. Coordinate dalla sindacalista Bernie Passington, finiscono per ottenere l’equità salariale e per accelerare l’approvazione dell’Equality Pay Act (EPA) due anni più tardi.

 

Nel voler verificare i cambiamenti a seguito delle recenti modifiche legislative, le artiste Margaret Harrison, Kay Hunt e Mary Kelly realizzano Women and Work: A Document on the Division of Labour in Industry 1973-1975. L’opera appartiene a quella specifica declinazione dell’Arte Concettuale che si è servita dei procedimenti formali del Minimalismo (serialità, essenzialità, oggettività) a fini di protesta sociale e politica. Progettata come un’indagine sociologica, Women and Work raccoglie testimonianze relative a oltre 150 lavoratrici di una fabbrica nel Bermondsay attraverso una gran mole di dati: fotografie, interviste dattiloscritte, filmati, registrazioni, documenti d’archivio e grafici fotocopiati. Il tutto è organizzato in un’installazione, allestita per la prima volta nella South London Art Gallery nel 1975[1].

 

Nella fabbrica londinese di scatole di metallo, si registrano l’alta percentuale occupazionale femminile nelle categorie meno qualificate, più alienanti e sottopagate, nonché numerosi casi di incidenti sul lavoro (perdita di mani e dita, danni a occhi e orecchie, infiammazioni). La documentazione burocratica viene poi sovrapposta alla dimensione privata, come nel caso dell’intervista a Joanna Martin, madre ventunenne impiegata a tempo pieno:

 

6:00 AM: GET UP, GET BABY DRESSED, FED

7:00 AM: TAKE BABY TO MINDER

7:15 AM: GO TO WORK

8:00 AM: START WORK

12.30 PM: DINNER BREAK, GO SHOPPING

1:30 PM: START WORK

5:00 PM: FINISH WORK

5:30 PM: GET BABY FROM MINDER

6:00 PM: PREPARE BABY’S MEAL

7:30 PM: PUT HIM INTO BED

8:00 PM: PREPARE MEAL FOR HUSBAND AND SELF

9:00 PM: BABY’S WASHING, CLEAN UP

12:00 PM: GO TO BED

 

Il lavoro di Harrison, Hunt e Kelly s’inquadra nell’attivismo del Women’s Workshop of the Artist’s Union, gruppo nato con l’intenzione di combattere le discriminazioni razziali e sessuali in ambito artistico e di sostenere la sindacalizzazione del lavoro femminile in ogni settore d’impiego. A oggi, gli studi sul Gender Gap retributivo rilevano ancora disparità. Nel 2016, l’Osservatorio Jobprice[2] ha censito – per quanto riguarda il nostro Paese – una differenza salariale dell’11,2% a parità di ruolo e un’occupazione femminile minore (47,2%) rispetto al tasso maschile (65,5%). Le percentuali di disoccupazione non mostrano invece sensibili differenze (12,7% per le donne contro l’11,3% degli uomini). Il report completo è condiviso dal World Economic Forum[3].

 

 

 

[1] http://www.tate.org.uk/art/artworks/harrison-hunt-kelly-women-and-work-a-document-on-the-division-of-labour-in-industry-1973-t07797

[2] https://www.jobpricing.it/blog/gender-pay-gap-2017

[3]  https://www.weforum.org/reports/the-global-gender-gap-report-2016

 

 

 

 

Daniela Doris (Lanciano, 22/08/1991) ha conseguito la Laurea triennale in Lettere presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e si sta specializzando presso la facoltà di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza di Roma. Per F come si occupa di illustrazione e arte.

 

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lotocoho

(Photo credits, http://www.imgrum.org/tag/lotocoho)

 

 

 


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