La politica degli e per gli uomini: che cosa ci raccontano queste immagini?

 

 

By Sahizer Samuk

 

English version here - traduzione a cura di Ellen Davis Walker e Clara Stella

 

 

 

I miei valori e la mia visione femminista da sempre condizionano il mio modo di vedere e concepire le cose. Ho sempre cercato di mettere in discussione quel che i miei occhi vedono, chiedendomi se il mio cervello ragionasse correttamente e interpretasse con una prospettiva oggettiva. Ci sono casi, però, in cui la verità si mostra così evidente che non solo chi si ritiene femminista ma qualunque osservatore deve affrontare i fatti della realtà quotidiana. Ditemi, allora, cosa pensate di queste foto? Come potete osservare, sono tutte legate in qualche modo alla campagna di referendum verificatasi in Turchia, e ai recenti scontri avvenuti su due fronti principali: le elezioni turche e il rifiuto del Ministro delle politiche familiari e sociali di essere ricevuto dal presidente francese Hollande.

 

Le foto non mostrano forse una politica fatta dagli uomini, per gli uomini? E come non notare le evidenti connessioni tra poteri politici e una certa concezione di mascolinità? Quanto ai gesti, si legge rabbia, aggressività, e il desiderio di fare un tutt’uno con il potere. Leggendo le notizie sui quotidiani, è facile osservare come la maggior parte dei giornalisti siano uomini (in Turchia, solo 27 cronisti su 174 sono donne). I curatori di rubriche sono anch’essi, per la maggior parte, uomini. Se invece spostiamo la nostra attenzione sulla rappresentazione delle donne e della femminilità nei giornali turchi, possiamo notare una completa oggettificazione del corpo femminile (Saguy e altri, 2010): se non il nudo completo, sempre un invito a dare una sbirciatina sotto il bikini e l’intimo. Al tempo stesso, ha preso piede anche una certa tendenza a rappresentare le attrici in una certa posa dimessa e con un copricapo, per ottenere maggior consenso tra i conservatori dei paesi del Medio Oriente. In qualche modo, le donne continuano ad emergere esclusivamente per ciò che indossano o non indossano. Gli uomini parlano, le donne appaiono.

 

Se diamo un occhio alle notizie online, per primi appaiono gli uomini impegnati in politica e poi, scorrendo la pagina, ci imbattiamo in corpi di donne mezze nude e in pose oscene. Senza l’uno, l’altro non può sostenersi. Il corpo femminile nudo diventa qualcosa di leggero, impregnato di carne ma senza contenuto. Le donne, in queste immagini, non esprimono opinioni, e ‘vengono viste’, come sostiene Berger. Ma non hanno idea della lente attraverso la quale vengono osservate. Gli uomini, invece, sono liberi di costruirsi il proprio cammini. Che peso ha questa dicotomia nella disuguaglianza di genere e nella sua stessa presa di coscienza?

 

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2. Il Presidente della Turchia Erdogan saluta un gruppo di uomini alla fermata dell’autobus con il gesto delle corna e questi rispondono con altri gesti.

“Se sono belle e sono modelle, le loro foto dovrebbero essere messe a disposizione immediatamente”, questo il pensiero comune. Le donne devono sapere quale è il loro posto: bellissime, nude, sexy, in pose pornografiche nell’ultima, pagina dei giornali. Dovrebbero sapere qual è il loro posto. Il presidente della Turchia Erdogan ha recentemente detto alle donne turche: “Non fate tre figli, fatene cinque!”.

 

Verrebbe spontaneo rispondere: grazie mille del consiglio, grazie tante Presidente,  quindi pensa anche di assicurarmi sicurezza sociale, asili, e garantirmi che i miei bambini possano crescere circondati da cultura, arte e cinema? Potrò continuare la mia carriera senza troppe interruzioni e con la garanzia che, quando tornerò, avrò ancora il mio posto di lavoro? E cosa mi dice sulle prospettive di salute dei miei figli, in un sistema pubblico che sta andando a rotoli? Il mio posto è quindi in casa? Il mio compito è allevare i miei figli?

 

Secondo il Presidente, la risposta a queste domande è un fragoroso “Sì”. Secondo la sua logica, infatti, gli uomini fanno le nazioni, le donne crescono futuri soldati (Pitkin, 1999 citato in Kartal, 2016). Il femminismo non può pensarsi indipendente e slegato dalla nazione-stato e dal contesto che dà forma alle identità di genere (Kandiyo, 2007 citato in  Kartal 2016).

 

 

Realismo Sociale vs ‘Unrealism’: abbiamo a che fare con una visione distorta del reale?

Come ho già avuto modo di scrivere in precedenza su F Come, le soap operas (e quelle turche in particolare) ci raccontano delle storie che non esistono. Ci piace perderci nella fantasia e creare mondi paralleli, creare la nostra realtà virtuale come forma di protezione contro le restrizioni del nostro lavoro e le dinamiche familiari. Per scappare dal mondo inquinato della politica turca, guardiamo alle soap operas come cose reali.

 

Il livello di disoccupazione è tremendamente alto in Turchia e le persone si scaricano la colpa le une sulle altre. Ogni giorno leggiamo di stupri a danno di bambine (da parte di familiari o di concittadini) o di donne uccise dai loro ex-mariti o compagni. Ogni giorno siamo davanti a tali tragedie. In un famoso museo di Ankara, un’esibizione artistica che illustrava la teoria dell’evoluzione è stata rimossa perché non in linea con i valori della storia islamica.

 

Non voglio dare la colpa ‘ai tempi moderni’, non voglio chiamare questi episodi ‘arretratezza’ o ‘ignoranza’, e nemmeno dire che siano ‘inacettabili e incredibili’. Perché questo, infatti, non è altro che ‘social unrealism’. In altre parole, assuefatti come siamo da tragiche notizie da un lato, e una realtà fittizia dall’altro,  fatichiamo a distinguere cosa sia reale, e cosa veramente ci tocchi emotivamente. Ecco quindi che gli avvenimenti molto reali della politica machista turca si snodano al ritmo di soap operas e false notizie, foto di donne nude e di una politica dominata dagli uomini che guardano alle donne come ‘cose leggere’, e con queste si confondono.

 

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3. Il Ministro degli Interni si scalda e minaccia la retrocessione della Turchia dal ‘Readmission Deal’ (patto di trasferimento dei migranti tra Grecia e Turchia).

E perché queste foto, queste telenovelas, ci dicono molto della relazione tra gli uomini e le donne? Perché la Merkel viene interrotta da Erdogan quando usa la parola ‘terrorismo islamico’? Perché, ad esempio, il presidente turco non poteva semplicemente lasciare che la cancelliera finisse la frase e commentare, poi, che si potrebbe usare un’espressione migliore che renda conto della complessità del fenomeno? È così difficile?  No, di certo.

 

È, però, certamente difficile se l’interlocutore pensa di poter governare il mondo e continuare ad annetterne porzioni sempre più grandi, minacciare altri stati, spostare persone, espandere i propri territori, chiamare chiunque sia in disaccordo ‘terrorista’. Se si vive al centro di una politica delle emozioni, una politica del testosterone. Un tipo di politica che vuole assoggettare chiunque alle proprie regole.

 

La politica machista ripropone alcuni concetti tipicamente machiavellici, come ‘è meglio se fai loro paura, perché se metti paura non si potranno ribellare. Se ti amano, può essere che, ad un certo punto, si liberino di tè. Tuttavia, non sono l’odio o l’amore che fanno rendere accettabili le misure antidemocratiche. Penso sia invece quel ‘social unrealism’, ovvero lo scambiare per vera realtà le narrative che ci vengono propinate, e il nostro continuare a pensare che un certo tipo di potere sia reale. Eppure loro non sono potenti, sono solo al potere, tutto qui.

 

 

 

 

 Sahizer Samuk ha conseguito un dottorato in Istituzioni, Politica e Politiche Pubbliche presso lstituto di Studi Avanzati IMT di Lucca. Nella sua tesi ha esaminato problematiche di immigrazione e integrazone, comparando il caso britannico e quello canadese. Ha collaborato con il blog letterario turco begenmeyenokumasin e si dedica con passione alla lettura di Sevgi Soysal, Simone de Beauvoir e Nancy Fraser, e ad interpretazioni femministe di film e romanzi.

 

 

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Fonti

Berger, J. (1972) Ways of Seeing. Penguin Books
Kandiyoti, D. (2007), Cariyeler, Bacılar, Yurttaşlar: Kimlikler ve Toplumsal Dönüşü mler, Metis Yayınları, İstanbul.
Kartal, F. (2016) ‘Kadınların Yurttaşlı ğı ve Feminist Kuram’ Amme İdaresi Dergisi, Cilt 49, Sayı 3, s. 59-87
Machiavelli, N. (2015). The Prince.
Pitkin, H. F. (1999), Fortune is a Woman: Gender and Politics in the Thought of Niccolo Machiavelli, The University of Chicago Press, Chicago, London.
Saguy, T., Quinn, D. M., Dovidio, J. F., & Pratto, F. (2010). Interacting like a body objectification can lead women to narrow their presence in social interactions. Psychological Science.

 

 

 

 

Photo source:

1. L'immagine di copertina raffigura un gruppo di manifestanti che spreme arance in segno di protesta e dichiara il proprio ‘sì’ al referendum: http://www.birgun.net/haber-detay/hollanda-yi-portakal-sikarak-protesto-ettiler-150562.html

2. http://www.yenicaggazetesi.com.tr/erdogandan-kendisine-bozkurt-yapanlara-ilginc-karsilik-159742h.htm

3. http://www.diken.com.tr/soylu-siginmacilar-uzerinden-gozdagi-verdi-15-bin-multeciyi-gonderelim-de-akliniz-sasirsin/