Oh Oh Oh! Santa is coming to town!

 

By Clara Stella

 

 

Dall’elezione di Trump del 20 gennaio alla recentissima campagna #MeToo: questo Natale chiude un anno di momenti importanti per i movimenti femministi europei ed internazionali. Secondo il dizionario Merrian Webster, è Feminism la parola chiave del 2017 e il Time chiude le fila dedicando la prestigiosa copertina dell’anno alle silence breakers che con le loro testimonianze hanno fatto crollare non solo le pareti degli studi di Hollywood, ma anche quelle delle case di tutto il mondo.

Come di consueto, ad F Come abbiamo preparato una lista di regali da fare o regalarsi augurandovi di poter iniziare un 2018 tra libri, moda, iniziative e sex toys always… feminist friendly.

 

 

#LoveToRead

Milk and Honey di Rupi Kaur

Milk and Honey, che si può leggere anche in traduzione italiana, è un breve ma intenso libro di poesie scritte e illustrate dall’artista di origini indo-canadesi, classe 1992, Rupi Kaur. Le poesie di Rupi, brevi ed affilate, raccolgono i momenti di vita e di riflessione di una giovane femminista di oggi che riflette sul proprio corpo, sulle proprie emozioni ma anche su argomenti politicamente schierati come la rappresentanza delle minoranze etniche e la violenza familiare. Un libro certamente da portare con sé in valigia, ovunque si vada.

 

Dear Ijeawele, or a Feminist Manifesto in Fifteen Suggestions di Chimamanda Ngozi Adichie

Se nella vostra lista preferita di TED talks c’é il discorso di Chimamanda We should all be feminists (Dovremmo tutti essere femmministi), e se Americanah è sul vostro comodino, allora l’ultimo libro di questa straordinaria attivista, fresco di stampa e di traduzione per Einaudi, dovrà avere un posto d’onore sotto l’albero di Natale. Dear Ijeawele o, in traduzione italiana, Cara Ijeawele ovvero quindici consigli per crescere una bambina femminista, è una lettera che si interroga su cosa vuole dire essere una madre femminista oggi ma che diventa fin dalle prime pagine un manifesto politico sulla diversità, il coraggio e l’impegno sociale.

 

La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI) a cura di Simona Feci e Laura Schettini

L’ultimo libro della lista non è un romanzo, ma una raccolta di saggi incentrati sulla genesi della violenza verso le donne che mira a puntare i riflettori sulla violenza di genere come fatto culturale e storico allo stesso tempo che ha informato i ritmi dei rapporti trai sessi dal Medioevo all’età contemporanea.  La prospettiva storica adottata è efficace perché esplora non solo i contesti, ma anche le politiche del diritto di volta in volta adottate per regolare e contrastare il fenomeno. Questi saggi dimostrano come dietro ogni gesto violento vi siano, purtroppo, anni di storia a cui dobbiamo riferirci per poter iniziare un cambiamento che si mostra essere, prima di tutto, sociale e culturale.

 

#LoveToLearn

Beyond the Ballot: Women’s Rights and Suffrage from 1866 to Today: corso online

Quale modo migliore di iniziare l’anno con un corso completamente gratuito sulla storia del femminismo inglese, promosso e realizzato dalla Royal Hallowey di Londra? Il corso della durata di tre settimane, che inizia a Febbraio, è realizzato in occasione del centenario del Representation of People Act del 1918 che diede per la prima volta ad – alcune - donne il diritto di voto in Inghilterra. Il corso è gratuito ma richiede una prenotazione online.

 

#LoveToGive

Tramite Oxfam potete fare una donazione, anche a nome di un’altra persona, a molte associazioni che sostengono le donne nel mondo e sono attive sul fronte girls’ and women’s empowerment.

Un’altra alternativa è il Malala Fund, l’associazione fondata da Malala Yusafzay, l’attivista pakistana che lotta per il diritto all’educazione delle bambine nel medio oriente. L’organizzazione permette di organizzare workshop con il materiale a disposizione scaricabile dal sito o sostenere progetti educativi con una piccola donazione annua.

 

#LoveToWear

Ad F Come abbiamo parlato di Femvertising e Femminismo proprio qui e siamo più convinte che mai che un marchio che si dichiari femminista con qualche scritta su una maglietta, ma che non metta veramente in difficoltà le basi dell’industria e del pubblico per i quali lavora, stia solo approfittando di una tendenza di moda.  In questa lista proponiamo una serie di marchi femministi a tutti gli effetti che, con il loro lavoro, sono attenti a lanciare un messaggio intersezionale di #bodypositivity che non sfrutti né manodopera a basso costo né l’ambiente. Tra questi, distinguiamo Amaella e Lonley per la loro sfiziosa scelta di bianchiera intima mentre per avere dei vestiti eco friendly, cruelty free e dichiratamente femministi consigliamo le amiche di Rebellion e la loro colorata gamma di capi basata su ‘creativity, positivity & equality’. Per alcune idee su cosa regalare a Natale, consigliamo anche di dare un’occhiata alle cooperative e alle associazioni vicine alla vostra città che sostengono progetti nelle carceri femminili, come ad esempio la cooperativa Filodritto gestita dalle detenute del carcere di Piazza Lanza a Catania.

 

#LoveYourself

Dei sex toys non ci si stanca mai, ancor meglio se sono pensati e realizzati con un impronta femminista e anticapitalista. A questo proposito, qui trovate una lettura -Vibrator Nation: How Feminist Sex-Toy Stores Changed the Business of Pleasure- nel caso vogliate saperne di più dell’impatto che il femminismo ha avuto sull’industria del piacere. Venendo a noi, abbiamo selezionato Come As Yor Are, leader americano nel settore del piacere ma che mette in chiaro di adottare un ‘anti-capitalist and feminist approach to sexual pleasure, health, and education’ la cui ampia lista potete scorrere comodamente qui perché, qui ad FCome, crediamo che il piacere e i giochi erotici, quando consenzienti da ambedue le parti, non debbano avere - mai - né limiti né tabù!

 

 

#Read #Love #Give

 

Buona Natale da tutte noi!

 

 

 

Leggi altro di Clara Stella

Filomene antiche e moderne: intrecci di vite stuprate

‘L’elefante nella stanza’: la necessità di un ripensamento al femminile anche del canone letterario

Stella Antares e Cambiamento maschile: quel Veneto che accoglie

Femvertising: ovvero, quando il Femminismo si indossa