Pippa Bacca non se l’è cercata

 

By Daniela Doris

 

 

Attenzione: il testo seguente contiene riferimenti a violenza sessuale e stupro.

 

 

 

Giuseppina Pasqualino di Marineo – in arte Pippa Bacca – è stata uccisa nella notte del 31 marzo 2008, a 33 anni. Durante l’interrogatorio condotto dalle autorità turche, Murat Karatash ha confessato di averla stuprata e strangolata, cercando poi di occultarne il corpo sotto una manciata di terra a Gebze, nei pressi di Istanbul. L’uomo è stato condannato a scontare trent’anni di reclusione.

 

Nipote di Piero Manzoni – noto ai più per la Merda d’artista e precursore dell’arte concettuale – Pippa Bacca è stata un’artista milanese avvezza alla performance. Parte l’8 marzo 2008 da Milano verso Gerusalemme con il progetto Brides on tour, pensato in collaborazione con Silvia Moro. Intenzione della coppia era attraversare in autostop undici scenari di conflitto (Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Libano, Siria, Egitto, Giordania, Israele) in abito da sposa, scelto in quanto simbolo d’incontro e unione con l’altro. Il vestito bianco rimanda inoltre alle specificità del femminino e alle sue capacità generatrici. Durante il viaggio, il duo ha dimostrato e ottenuto solidarietà dalle donne del posto: la Bacca lavava i piedi delle ostetriche come omaggio alla vita, la Moro consegnava il proprio abito al lavoro delle ricamatrici incontrate lungo il percorso. Quel pellegrinaggio laico non si è mai concluso perché Pippa è stata uccisa.

 

La famiglia dell’artista – supportata nelle indagini dalla polizia turca – è stata lucida nel riconoscere che la colpa dell’accaduto non è generalizzabile alla popolazione locale nel suo complesso, la quale ha invece dimostrato estesa solidarietà[1]. L’allora primo ministro turco Erdogan si diceva «profondamente rattristato» e impossibilitato a descrivere a parole la brutalità dell’omicidio. Parliamo tuttavia dello stesso Erdogan dell’Akp, il partito di maggioranza che nel 2016 avrebbe sostenuto in Parlamento il disegno di legge il cui testo prevedeva la depenalizzazione dei reati di violenza sessuale commessi ai danni di minori, qualora il colpevole fosse stato intenzionato a sposare la vittima. La proposta di legge è stata quindi respinta a seguito delle accese proteste dell’opinione pubblica e dell’intervento delle organizzazioni per i diritti umani.

 

Non è mancato chi, in Italia, ha rimproverato la scelta dell’autostop quale metodo di viaggio provocatorio e pericoloso. Pippa – che di tanto in tanto lavorava in un call-center per finanziare la propria produzione artistica – viaggiava in autostop da sempre (si veda la serie Più oltre del 2004), e, come afferma sua sorella Rosalia nell’intervista concessa a Giulia Morello, ne faceva un modo non solo di aggirare le mediazioni economiche, ma soprattutto di relazionarsi autenticamente con le popolazioni locali, un affidarsi all’altro essere umano. Per facilitare questo scambio, prima dell’ultima partenza la performer milanese studiò l’arabo per oltre un anno. La sua non era provocazione, ma un’attitudine di rispetto e dialogo. Nel tragitto mai concluso, Pippa Bacca e Silvia Moro hanno ricevuto passaggi e accoglienza da persone di ogni ceto sociale e culturale. Il viaggio – «da sempre un mezzo e un fine, scelta di vita o per alcuni l’unico modo possibile di vivere; la metafora della vita stessa[2]» – è stato ripreso nel 2009 da Bingol Elmas, regista turca che ne ha tratto il documentario My letter to Pippa (2011). La strada scelta da Pippa è stata ripercorsa passo per passo dalla Elmas, stavolta in abito nero, colore del lutto.

Pippa Bacca non se l’è cercata. Pippa Bacca è stata uccisa.

 

 

[1] http://www.hurriyet.com.tr/pippa-bacca-icin-gelinlikle-yuruduler-8711019

[2] www.pippabacca.it

 

 

 

 

Daniela Doris (Lanciano, 22/08/1991) ha conseguito la Laurea triennale in Lettere presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e si sta specializzando presso la facoltà di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza di Roma. Per F come si occupa di illustrazione e arte.

 

 

Leggi altro di Daniela Doris

Coco Fusco: il corpo nell’arte e l’arte nel corpo politico

 

 

 

(Photo credits, www.pippabacca.it)