Se ti domandi perché non ci sono state grandi artiste, sbagli

 

By DANIELA DORIS

 

 

Secondo Linda Nochlin, chiedersi perché non ci siano state grandi artiste è sbagliato[1]. Sbagliato perché la domanda contiene presupposti intellettuali pertinenti non al discorso scientifico sulla Storia dell’arte, quanto piuttosto alla suggerita mancanza di genio o grandezza nelle donne.

 

Nel rispondere all’interrogativo, molte femministe hanno ceduto al trasporto emotivo invece di centrare l’analisi su più appropriate ragioni storiche. Le risposte date hanno infatti implicitamente avallato l’impostazione patriarcale della domanda. Che non esista un corrispettivo femminile di Michelangelo è un fatto. A poco servono i disperati tentativi di riabilitare nomi dimenticati e oggettivamente minori e poco significativi. Con buona pace di tutte, non ci sono Delacroix o Matisse donna.

 

Più utile sarebbe chiedersi quali canoni definiscono il genio, quali le ragioni culturali che permettono o impediscono l’accesso all’ambito artistico, quali forze sociali o economiche lavorano attraverso le epoche e le geografie.

 

Per cominciare, il genio è un essere mitico. Ispirato da fiato divino in contesti bucolici, è il risultato di un’idea naïf per cui arte significa tradurre sentimenti in linguaggio visuale. L’arte non è questo. Non la grande arte intesa nell’accezione modernista. Come sostiene Nochlin, fare arte implica un gran repertorio di forme più o meno dipendenti da schemi e convenzioni temporalmente definite, che possono essere apprese attraverso l’insegnamento, l’apprendistato o un lungo periodo di personale sperimentazione. Certo è che a Picasso è bastato un giorno per essere ammesso alle più prestigiose accademie spagnole, ma – se fosse nato donna – con tutta probabilità non avrebbe avuto l’opportunità di una formazione in tal senso.

 

In seno all’arte, la cosiddetta questione femminista è una faccenda superficiale rispetto alle problematiche istituzionali e culturali. Per affermarsi in campo artistico c’è stato a lungo bisogno di avere la fortuna di nascere bianchi e benestanti, preferibilmente di sesso maschile. Da quali classi sociali proviene la maggioranza dei grandi artisti? Da quali sottogruppi? È appunto nelle caste o nelle famiglie di artisti che si possono rintracciare sia i geni che le rare eccezioni di artiste riconosciute quali sono Artemisia Gentileschi o Angelica Kauffmann.

 

«La colpa non è stata delle stelle sotto le quali siamo nate, né degli ormoni o dei cicli mestruali[2]» bensì delle istituzioni e dell’educazione. L’arte non è – come ci piace credere – un’attività autonoma e libera, ma una questione soggetta alle accademie, alle istituzioni culturali, agli organismi economici e familiari. Contrariamente agli uomini, alle aspiranti artiste è stato proibito di studiare dal vero con modelli/e nudi/e. Per molto tempo, alle donne non è stato permesso di partecipare alle grandi esposizioni in qualità di pittrici di professione. Le donne sono state buone per prestare le proprie carni all’osservazione e alla trasposizione visiva fattane dai grandi artisti.

 

Storicamente, le donne non sono state agevolate nell’apprendere e nel padroneggiare tecniche e mezzi del fare artistico né tantomeno è stata loro riconosciuta una dignità professionale esule dalla devozione per la famiglia o dai passatempi per signore.

 

Perché non ci sono state grandi artiste? Ecco perché.

 

 

 

[1] Linda Nochlin (New York, 1930 - 29 Ottobre 2017) è stata una delle più famose storiche d’arte. Il suo saggio Why Have There Been No Great Women Artists? compare per la prima volta in Woman in Sexist Society: Studies in Power and Powerlessness, stampato a New York nel 1971. In traduzione italiana è edito da Castelvecchi col titolo Perché non ci sono state grandi artiste?

[2] Ibidem

 

 

 

 

Daniela Doris (Lanciano, 22/08/1991) ha conseguito la Laurea triennale in Lettere presso l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna e si sta specializzando presso la facoltà di Storia dell’Arte dell’Università La Sapienza di Roma. Per F come si occupa di illustrazione e arte.

 

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